PENSIERI
| Dalla lettera 192 di Agostino a Celestino diacono |
![]() |
| L'amore dunque non si dona come il denaro. Anche prescindendo dal fatto che il denaro, dandolo agli altri, diminuisce mentre l'amore s'accresce, essi differiscono anche per il fatto che se daremo a uno del denaro, a quel tale vorremo più bene se... [continua] |
![]() |
| dal "Commento alla Regola di Sant'Agostino" di Lambert di San Rufo, canonico regolare (attribuito a Ugo di San Vittore) |
![]() |
| (PL 176,881,883) Se siamo uniti materialmente, occorre che lo siamo anche spiritualmente "Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti è che viviate unanimi nella casa e abbiate unità di mente e di cuore, protesi verso Dio " (cap. 1) [...continua] |
![]() |
| da "Le confessioni" di Sant'Agostino |
![]() |
| I colloqui, le risa in compagnia, lo scambio di cortesie affettuose, le comuni letture di libri ameni, i comuni passatempi ora frivoli ora decorosi, i dissensi occasionali, senza rancore, come di ogni uomo con se stesso, e i più frequenti consensi, insaporiti dai medesimi, rarissimi dissensi; l'essere ognuno dell'altro ora maestro, ora discepolo, la nostalgia impaziente di chi è lontano, le accoglienze festose di chi ritorna. [...continua] |
![]() |
| Discorso 184, 2, 3; 3 |
![]() |
| "Colui che sostiene il mondo intero giaceva in una mangiatoia: era un bambino ed era il Verbo. Il grembo di una sola donna portava colui che i cieli non possono contenere". [...continua] |
![]() |
| Che amo quando amo Te? Ciò che sento in modo non dubbio, anzi certo, Signore, è che ti amo. Folgorato al cuore da te mediante la tua parola, ti amai, e anche il cielo e la terra e tutte le cose in essi contenute, ecco, da ogni parte mi dicono di amarti, come lo dicono senza posa a tutti gli uomini, affinché non abbiano scuse. Più profonda misericordia avrai di colui, del quale avesti misericordia, userai misericordia a colui, verso il quale fosti misericordioso. Altrimenti cielo e terra ripeterebbero le tue lodi a sordi. Ma che amo, quando amo te? Non una bellezza corporea, né una grazia temporale: non lo splendore della luce, così caro a questi miei occhi, non le dolci melodie delle cantilene d'ogni tono, non la fragranza dei fiori, degli unguenti e degli aromi, non la manna e il miele, non le membra accette agli amplessi della carne. Nulla di tutto ciò amo, quando amo il mio Dio. Eppure amo una sorta di luce e voce e odore e cibo e amplesso nell'amare il mio Dio: la luce, la voce, l'odore, il cibo, l'amplesso dell'uomo interiore che è in me, ove splende alla mia anima una luce non avvolta dallo spazio, ove risuona una voce non travolta dal tempo, ove olezza un profumo non disperso dal vento, ov'è colto un sapore non attenuato dalla voracità, ove si annoda una stretta non interrotta dalla sazietà. Ciò amo, quando amo il mio Dio. |








