SPIRITUALITA'
| IV - I CONSIGLI EVANGELICI 29. La vita canonicale si attua con l'osservanza dei consigli evangelici, ossia della Castità consacrata a Dio, della Povertà dell'Obbedienza, che hanno il loro fondamento nelle parole e negli esempi del Signore. Con la professione e la pratica dei consigli evangelici, i Canonici Regolari vogliono riprodurre in sé più perfettamente la vita del Cristo, proposta nel Battesimo a tutti i cristiani, e renderla presente nel mondo in un modo più evidente e quasi profetico. 30. Con la Castità consacrata a Dio ed accettata spontaneamente e liberamente per il Regno dei cicli, i Canonici Regolari si uniscono intimamente al Signore, e servono Dio e il suo popolo con tutto il cuore. 31. Ed è proprio essa a garantire la vita della comunità. È necessario però che le comunità aiutino i confratelli ad attuare con spirito religioso tale consiglio. «Inoltre tutti sappiano, specialmente i Superiori, che la castità si potrà custodire più sicuramente, se i religiosi nella vita comune sapranno praticare un vero amore fraterno tra loro» (PC 12). 32. Nell'Ordine Canonicale la Povertà va intesa come vita in comune senza nulla di proprio, in quanto i singoli confratelli consegnano le proprie forze, le proprie facoltà, i propri averi alla comunità e da questa ricevono ciò di cui hanno bisogno. Cosi, liberi da preoccupazioni materiali i Canonici Regolari possono dedicarsi al servizio di Dio e al ministero con più libertà e frutto. Anche S. Agostino ordinò ai suoi chierici di vivere di ciò che offriva loro la comunità, senza nulla di proprio, «di avere in comune un grande ricchissimo patrimonio: Dio stesso» (Sermone 355, 2: PL 39 1570) e «di distribuire a ciascuno secondo le sue necessità» (Regola c. 1). 33. Tutti, poiché lo hanno promesso, coltivino la Povertà con semplicità, modestia e responsabilità. 34. L'attività svolta dai Canonici Regolari è impegno e segno di povertà; sorretti da tale spirito, si sforzino di aver cura dei beni comuni. 35. Le comunità, poi, con il medesimo spirito, vadano incontro alle necessità della Chiesa e del popolo. 36. Con il voto d'Obbedienza la comunità intera, tanto i Superiori quanto i confratelli si sentano impegnati a ricercare e a compiere la volontà di Dio. Ad essa tutti sono tenuti in coscienza, sebbene con responsabilità diverse. 37. I Superiori, felici per l'utile atto di carità, esercitino l'autorità a favore dei fratelli, con i loro stimoli li aiu¬tino a progredire, sollecitino la collaborazione fraterna, essi stessi perseguano e favoriscano per primi lo spirito d'unità. 38. Tutti i confratelli sappiano che essi sono per carità fraterna e per dovere di coscienza collaboratori di colui che è a capo, e che la situazione felice o avversa della comunità può dipendere almeno in parte anche da loro. 39. È possibile realizzare questa collaborazione in vari modi attraverso gli incontri scambievoli, e principalmente i Capitoli che sono quanto mai consoni allo spirito dei Canonici Regolari come momento privilegiato della collaborazione fraterna per il bene comune. 40. Considerata attentamente la situazione, spetta al Superiore stabilire e ordinare con la propria autorità il da farsi (PC 14); i confratelli sono tenuti a sottomettersi a lui in spirito di fede. Così avviene che con la pratica del voto d'obbedienza, essi servono nel modo migliore la comunità, e nel medesimo tempo esercitano la carità verso il Superiore. 41. Per attuare la vita religiosa, i Canonici Regolari, oltre a questi tre mezzi sostanziali, ricerchino il nutrimento della propria anima nella Sacra Scrittura e guardino anche alle tradizioni spirituali dell'Ordine. 42. Pertanto con l'osservanza della vita comune, con l'esercizio del ministero e la fedeltà ai consigli evangelici, con l'aiuto dello Spirito Santo, i Canonici Regolari vivono in pienezza la loro vocazione, infine raggiungono la celeste Gerusalemme «verso cui costantemente tende il loro pellegrinaggio terreno» (S. Agostino: La città di Dio 18, 51, 2; PL 41, 614; Confessioni, 9, 13; PL 32, 780). |
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| (dalla dichiarazione della Confederazione dei Canonici Regolari di Sant'Agostino) |
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| Legenda PC = Decreto Perfectae Caritatis PL = Patrologia Latina |







