CHALLAND ST. VICTOR - VERRES (AO)
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Il Comune di Verrès (Valle d Aosta) La località è già indicata nelle carte romane, disposta lungo la strada delle Gallie, col nome di Vitricium. Nel Medioevo fu signoria prima di nobili locali, poi, dal XIV al XVIII secolo, della famiglia Challant. A questa si deve la costruzione dell imponente castello (1390) che, con la Prevostura, rappresenta la principale attrattiva monumentale del luogo. A partire dal Seicento la località si sviluppa, diventando, soprattutto nel secolo successivo, importante centro economico e una delle prime mete valdostane di movimenti migratori. Tra fine Ottocento e Novecento la vocazione industriale si consolida e la popolazione aumenta, raddoppiando in mezzo secolo (1881-1931). Ancora oggi Verrès è una cittadina industriale, i cui abitanti (in totale 2677) sono particolarmente attivi nel settore del commercio e dell artigianato. La Prevostura di Saint-Gilles Le vicende della parrocchia di Verrès sono legate a quelle della prevostura di Saint-Gilles, al cui titolare erano assegnate le funzioni di parroco della comunità. Tradizionalmente fatti risalire al X secolo i Canonici Sancti Egidii figurano per la prima volta in un documento del 1050. La situazione di prosperità e di costante svi-luppo dell ente è già ben delineata all inizio del XIII secolo. Intorno al 1405 fu costruita nei pressi della chiesa di Saint-Gilles, per volere del capitano Ibleto, la cappella sepolcrale della famiglia Challant. A quest ultima casata appartennero anche il prevosto Carlo, promotore di un importante campagna di rinnovamento architettonico della Prevostura (1512), e il conte Renato, che nel 1533 ne ottenne il patronato. Nel 1636 un discendente di questi, Carlo Emanuele Madruzzo, chiamò a Saint-Gilles i canonici di Lorena, che vi rimasero per circa un secolo. Nella seconda metà del 700 un clima di rinnovato fervore portò all adozione di nuove costituzioni e alla ricostruzione della chiesa, entrambe su iniziativa del prevosto Bens. Il periodo francese vide la soppressione dell ente, reintegrato nei suoi possessi nel 1805, quindi ancora soppresso nel 1855. Nuovamente ristabilita, la Congregazione di Saint-Gilles si unì nel 1911 a quella dei Canonici Regolari Lateranensi. La piccola comunità di tre religiosi che ancora ci vive custodisce la memoria di una lunga storia, documentata dal prezio-so archivio storico e dalla ricca biblioteca, entrambi ordinati e inventariati negli ulti-mi anni. ![]() La Parrocchia oggi La collegiata di Saint-Gilles (Sant Egidio) sorge su di una rocca e domina imponente e protettiva l'antico borgo di Verrès, che, ricco di storia e tradizioni è attraversato dallo spumeggiante e impetuoso torrente Evançon, nelle cui acque si riflette la maestosa, quadrata fortezza degli Challant. Risale all Alto Medioevo la fondazione della canonica S. Gilles, i cui canonici, retti da un prevosto (da qui il nome di Prevostura), vivevano in comunità seguen-do la Regola di Sant Agostino. Nei primi del 1900, per volere di Papa Pio X, i canonici di S. Gilles si unirono ai Canonici Regolari Lateranensi che ancora oggi reggono la parrocchia. La collegiata è a sua volta sovrastata dal monte S. Gilles sul quale è posta una vistosa croce, segno della riconoscenza della popolazione di Verrès per lo scampato pericolo di distruzione delle proprie case e del ponte sull Evaçon da parte delle truppe tedesche. La croce, luminosa di notte, segno di benedizione del cielo, viene raggiunta nella 1a domenica del mese di giugno dall'annuale processione in partenza dalla chiesa parrocchiale. La nostra Chiesa, sobria e solitamente silenziosa, si anima delle voci squillanti e dalla simpatica confusione di tanti bambini che ogni mercoledì si incontrano per un cammino di catechesi confortati dalla parole di Gesù: Lasciate che i fanciulli vengano a me . Questo momento festoso è rivissuto ogni domenica alla Santa Messa delle ore 10.00, dove a turno, ogni gruppo di catechismo partecipa attivamente all animazione della Messa, preparando semplici intenzioni di preghiera e doni per la processione offertoriale. Tutto questo coadiuvato dalla Cantoria Parrocchiale, un gruppo di persone che, unendo strumenti e voci, ha dato vita a una realtà musicale che coinvolge oltre agli adulti, un nutrito numero di fanciulli. Cuore pulsante di giovani vite è l Oratorio Frère Gilles, che occupa i locali sottostanti la Chiesa Cuore Immacolato di Maria. Fortemente voluto da don Carlo Caputi, prese vita nell anno 2000 grazie alla colla-borazione di alcune famiglie e all interven-to dell allora parroco don Giuseppe Ganassin. L'accogliente struttura, aperta tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato, pro-pone attività ricreative e educative rivolte a ragazzi e fanciulli anche di etnie e religioni differenti, proprio a testimoniarne lo spiri-to di comunione e condivisione. L Oratorio rimane aperto anche per tutto il periodo estivo dove animatori e volontari organizzano momenti di incontro e confronto con altri oratori, ma anche escursioni che hanno lo scopo di rapportare i ragazzi con la stupenda realtà che è la Valle d Aosta. Nella nostra piccola ma efficiente cittadina esiste anche una struttura che ospita i cuori più affaticati: la Microcomunità , dove gli anziani autosufficienti e non, vengono ospitati in un ambiente familiare ed ordinato, assistiti da personale qualificato. Ogni martedì i nostri sacerdoti vi si recano per celebrare la Messa e per portare una parola e una presenza di conforto. Verrès vanta anche parecchie associazioni culturali come: la banda musicale, detta Filarmonica , il Coro di Verrès conosciuto ormai in molti paesi europei ed extraeuropei e il Carnevale Storico, di cui quest anno ricorre il 60° anniversario. Nel primo dopo guerra alcune persone, fra cui ricordiamo il Prof. Ottavio Giovanetto, si riunirono e decisero di dare un volto nuovo al carnevale scegliendo una rievocazione storica. Come continuità fra passato e presente, ancora oggi, il sabato di carnevale, Caterina di Challant, accompagnata dal consorte Pierre d'Introd e dal suo seguito, scende in piazza per incontrare il popolo fra sfolgorii di fiaccole, squilli di trombe, rulli di tamburi e al grido Vive Introd et Madame de Challant. Dal sabato al martedì, Caterina è la Signora incontrastata di Verrès, ma anche del Castello che, per l'occasione, accoglie centinaia di persone desiderose di rivivere, nell austero maniero, la storia della Chatelaine. Momenti di particolare vivezza di comunità e di festa popolare sono celebrati attorno alle principali cappelle del paese: la cappella di Santa Barbara in Torille, la cappella di San Grato in Rovarey, la cappella della Madonna delle Grazie e la centralissima cappella di san Rocco. Infine una luce per noi tutti dalle parole di Papa Benedetto XVI: la Chiesa è viva e giovane . La Chiesa siamo noi con le nostre fragilità, ma con tanta voglia di essere migliori. La Chiesa siamo noi, insieme a Gesù che è la nostra forza e consolazione. La Chiesa siamo noi come comunità che, nel suo quotidiano cammino, impara l'arte del servizio e dell umiltà tenendo fisso lo sguardo del cuore nella vera gioia che è Cristo Risorto. |
| CHALLAND ST. VICTOR E CHALLAND ST. ANSELME |
![]() UN PO ' DI STORIA I due Challand sono un susseguirsi di frazioni, sparpagliate sui due versanti della Val d Ayas, solcata dal torrente Evançon, dai seicento ai milleseicento metri di altitudine. Solo i cartelli stradali sanciscono la divisione del territorio. Challand St. Victor con le sue dieci frazioni e sette cappelle; Challand St. Anselme con le sue tredici frazioni e nove cappelle; le due chiese parrocchiali. Placido il paesaggio di pascoli ampi e boschi fitti non suggerisce una storia che inizia poco prima del mille quando il territorio era il feudo dei conti di Challant e la parrocchia era unica, sotto la responsabilità pastorale dei Canonici Regolari di St. Gilles, a Verrès. La chiesa di St. Victor, costruita dagli Challant, serviva tutto il territorio. La prima notizia storica certa di ciò l'abbiamo nel 1145. Passa tutto il Medioevo e solo nel 1754 nasce la parrocchia di St. Anselme che smembra il territorio in due e permette alla popolazione di ridurre distanze e difficoltà, specie d inverno, per partecipare alla messa, alle altre liturgie, alle feste. E così si arriva fino a noi. VITA SUL TERRITORIO Le risorse principali per la popolazione sono il bestiame che popola i pascoli nelle stagioni favorevoli; il lavoro nell edilizia e manutenzione di arginature, sentieri, muri di contenimento; artigianato del legno; servizi sociali. Nella vita dei paesi sono presenti gruppi (alpini, pompieri ) e associazioni (Pro-loco, Avis...) che animano feste e iniziative culturali e folkloristiche. A livello di parrocchia sono vive le feste patronali. Quella di St. Anselme il 21 aprile; quella di St. Victor il 30 settembre. Sentite e partecipate sono anche le feste patronali delle singole frazioni durante tutto l anno, anche d inverno. Il pre-sepio vivente di Natale coinvolge molte persone. Le chiese parrocchiali restano i punti di riferi-mento comune e abituale per tutti. I Canonici Regolari Lateranensi in Valle D Aosta La casa Prevostura Collegiata S. Egidio/St Gilles, Vicolo S. Egidio, 1 11029 VERRES (AO); tel/fax 0125.929093; freregille©tin.it I sacerdoti Don Andrea Bertoldo Priore e Parroco di Challand St. Victor e Challand St. Anselme Don Giuseppe Busnardo Parroco di Verres Don Vito Sileoni |
NOTIZIE STORICHE |
La Chiesa parrocchiale di Challand St. Victor è citata per la prima volta nella bolla del 5 aprile 1145 con la quale il Papa Eugenio III prende sotto la sua protezione i canonici di Saint Gilles di Verres. Essa vi figura tra le numerose chiese dipendenti dalla prepositura. Nominano la chiesa anche le bolle di Alessandro III del 1176 e di Innocenzo III del 1207, in più l’elenco delle parrocchie della diocesi di Aosta nel 1307, contenuto nel pontificale del vescovo Emerico I di Quart. Situata nell’imbocco della valle dell’Evançon, nel luogo da cui trassero il nome gli Challant, la chiesa fu beneficata da questa che fu la più potente famiglia feudale valdostana. Nell’anno 1330, Ebalo di Challant, il ricostruttore del castello, fondava e dotava in essa la cappellania di S. Pietro. Lo stesso signore, nel suo testamento del 1323, ordinava di essere sepolto in questa chiesa. La cappellania di S. Michele venne invece fondata, sempre nella chiesa parrocchiale, per testamento, dal nobile Odinet de Villa (frazione di Challand St. Victor) nel 1344. anche Ibleto di Challand, il costruttore del castello di Verres, lasciava nel suo testamento, nel 1405 la somma di 200 lire alla chiesa St. Victor. Lo stemma degli Challant, scolpito in pietra, figura su un contrafforte del muro meridionale e sul fonte battesimale, ora collocato nel coro insieme all’altare rivolto al popolo e all’ambone, entrambi di recente fattura (1969), in pietra e imitanti la forma del fonte. Con tutta probabilità la chiesa sorse già in origine a Cisan (ora Sisan, frazione di Challand St. Victor), nel luogo stesso dove si innalza la costruzione attuale. Patrono della parrocchia fu sempre S. Vittore, uno dei martiri della Legione Tebea sterminata per la sua fede cristiana ad Agauno, nel Vallese, all’inizio del III secolo. L’attuale edificio della chiesa, ad una sola grande navata, è caratterizzato, nonostante i molti rimaneggiamenti minori, dagli stili gotico e barocco, sia dal punto di vista architettonico che da quello decorativo. Il gotico è testimoniato dalle tre campate centrali con volte ogivali (oggi ricoperte da affreschi ottocenteschi del pittore Giovanni Stornone di Ivrea) appartenenti alla costruzione edificata a cavallo tra il secolo XV ed il XVI e consacrata dal vescovo di Aosta, Amedeo Berruti, nel 1521. l’ingresso, il coro e la sacrestia, tutti voltati a botte ed il secondo più sviluppato in altezza rispetto al resto della costruzione, risalgono invece alla seconda metà del secolo XVII e furono consacrati nel 1679 da mon. Bailly. Della struttura della chiesa anteriore al secolo XV non si sa nulla. Appartiene però all’epoca centrale del basso Medioevo il pezzo artistico di maggior pregio posseduto dalla nostra chiesa. Si tratta di un mirabile Crocifisso ligneo della fine del Trecento, il più bello ed efficace tra quelli presenti nella Valle d’Aosta alla stessa epoca e giunti fino a noi. Posto ad un crocevia di Cisan, il Crocifisso fu trasferito all’interno della chiesa verso il 1930 e nel 1939 fu esposto a Torino, alla mostra di Palazzo Carignano su Gotico e Rinascimento in Piemonte. Collocato successivamente sopra l’altare maggiore, venne rubato nel 1971, ma fu provvidenzialmente recuperato il giorno stesso del furto. Nel 1976, tolto dall’altare, venne restaurato dal prof. Antonio Farinose di Varallo Sesia. Tornato nella chiesa, fu collocato nella parte destra, lasciando così nuovamente in vista sull’altare maggiore una discreta pala della fine del secolo XVII, raffigurante l’Assunzione della Beata Vergine in cielo. Ora il Crocifisso è sistemato in un piccolo museo realizzato in un ambiente attiguo alla chiesa. Insieme al Crocifisso, nel museo è stato riposto quanto vi è di artistico e di prezioso di proprietà della chiesa parrocchiale e delle cappelle delle frazioni. Purtroppo varie statue lignee e fregi ornamentali lignei di un certo valore sono stati rubati. Nel 1746 la parrocchia di Saint Victor aveva perduto la sua parte superiore che il vescovo di Aosta, Pierre François de Sales, aveva eretto a nuova parrocchia con il titolo di Sant’Anselmo ed affidato ad un parroco diocesano. A nulla valsero le proteste degli abitanti della parte inferiore e del convento di Saint Gilles. Quest’ultimo continuò a nominare uno dei suoi canonici parroco a Saint Victor fino al 1868. Da allora, pur dipendendo sempre la parrocchia da Saint Gilles, i parroci appartennero al clero diocesano e furono nominati dal vescovo di Aosta. Dal 1° ottobre 1982, la parrocchia di Saint Victor è di nuovo servita da un sacerdote della Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi, nella quale confluirono nel 1911 i Canonici Regolari di Saint Gilles (Egidiani) di Verres. L’attuale casa parrocchiale, situata a fianco della chiesa, sorse probabilmente anche come casa e fattoria della comunità di Saint Gilles. Ad essa erano affiancati infatti il forno, la stalla ed il fienile. Gli ultimi due presentano ancora oggi colonne seicentesche. In quel secolo, nel 1675, quindi in concomitanza con i lavori di ampliamento della chiesa, venne ristrutturata anche la chiesa parrocchiale. Di essa la parte più antica, risalente ai secoli XV-XVI, è quella del piano terra affacciata sul giardino. La più notevole tra le trasformazioni recenti della casa fu la costruzione del solaio, operata negli anni 1915-1920. Nella casa parrocchiale è conservato un notevole fondo di documenti d’archivio. Riordinandoli, il parroco don Alberto Carreggio (1973-1982), scoprì quattro Chartae augustanae, riguardanti Saint Victor e Saint Gilles, degli anni 1235, 137, 1241, 1269. Casa parrocchiale e chiesa hanno beneficiato, a partire dagli anni Cinquanta, di notevoli lavori. |
I Canonici Regolari Lateranensi in Valle D Aosta La casa Prevostura Collegiata S. Egidio/St Gilles, Vicolo S. Egidio, 1 11029 VERRES (AO); tel/fax 0125.929093; freregille@tin.it I sacerdoti Don Andrea Bertoldo: Priore e Parroco di Challand St. Victor e Challand St. Anselme Don Giuseppe Busnardo: Parroco di Verres Don Vito Sileoni |





La località è già indicata nelle carte romane, disposta lungo la strada delle Gallie, col nome di Vitricium. Nel Medioevo fu signoria prima di nobili locali, poi, dal XIV al XVIII secolo, della famiglia Challant. A questa si deve la costruzione dell imponente castello (1390) che, con la Prevostura, rappresenta la principale attrattiva monumentale del luogo. A partire dal Seicento la località si sviluppa, diventando, soprattutto nel secolo successivo, importante centro economico e una delle prime mete valdostane di movimenti migratori. Tra fine Ottocento e Novecento la vocazione industriale si consolida e la popolazione aumenta, raddoppiando in mezzo secolo (1881-1931). Ancora oggi Verrès è una cittadina industriale, i cui abitanti (in totale 2677) sono particolarmente attivi nel settore del commercio e dell artigianato. La Prevostura di Saint-Gilles Le vicende della parrocchia di Verrès sono legate a quelle della prevostura di Saint-Gilles, al cui titolare erano assegnate le funzioni di parroco della comunità. Tradizionalmente fatti risalire al X secolo i Canonici Sancti Egidii figurano per la prima volta in un documento del 1050. La situazione di prosperità e di costante svi-luppo dell ente è già ben delineata all inizio del XIII secolo. Intorno al 1405 fu costruita nei pressi della chiesa di Saint-Gilles, per volere del capitano Ibleto, la cappella sepolcrale della famiglia Challant. A quest ultima casata appartennero anche il prevosto Carlo, promotore di un importante campagna di rinnovamento architettonico della Prevostura (1512), e il conte Renato, che nel 1533 ne ottenne il patronato. Nel 1636 un discendente di questi, Carlo Emanuele Madruzzo, chiamò a Saint-Gilles i canonici di Lorena, che vi rimasero per circa un secolo. Nella seconda metà del 700 un clima di rinnovato fervore portò all adozione di nuove costituzioni e alla ricostruzione della chiesa, entrambe su iniziativa del prevosto Bens. Il periodo francese vide la soppressione dell ente, reintegrato nei suoi possessi nel 1805, quindi ancora soppresso nel 1855. Nuovamente ristabilita, la Congregazione di Saint-Gilles si unì nel 1911 a quella dei Canonici Regolari Lateranensi. La piccola comunità di tre religiosi che ancora ci vive custodisce la memoria di una lunga storia, documentata dal prezio-so archivio storico e dalla ricca biblioteca, entrambi ordinati e inventariati negli ulti-mi anni. 




