S. TEODORO - GENOVA
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NOTIZIE STORICHE |
La comunità di S. Teodoro in Genova ha una storia millenaria. Prima ancora dei Canonici Regolari di S. Agostino, erano presenti nello stesso sito altri sacerdoti che praticavano la vita comune, molto apprezzata dalla popolazione locale. I documenti antichi attestano: nel X secolo esisteva nel borgo di Fassolo, nell'insenatura del porto genovese, un insediamento religioso intitolato a S. Teodoro e S. Salvatore. Sul finire del sec. XI, il canonico mortariense Airaldo Guaraco, eletto Arcivescovo di Genova, affidò l’antica chiesa ai propri confratelli Canonici Regolari di Mortara che professavano la vita religiosa in comunità. Il carisma dei Canonici Regolari è proprio la “vita comune”, modellata sull’esempio di quella vissuta da Gesù con gli apostoli. Essa fu poi praticata da alcuni vescovi (quali S. Eusebio e soprattutto S. Agostino) insieme con il proprio clero, in continuità con l'esperienza della prima comunità cristiana di Gerusalemme, descritta negli Atti degli Apostoli. I Mortariensi che presero possesso della canonica di Genova riedificarono la chiesa, che fu consacrata il 20 luglio 1100 dallo stesso vescovo Airaldo. La “basilica” - così era chiamato il nuovo edificio sacro - era una delle più antiche della città; sorgeva in riva al mare, nell'attuale piazza di S. Teodoro. La notevole chiesa, in stile romanico, aveva tre navate; il coro era volto a levante. L’attiguo monastero era dotato di chiostro, cuore della vita comune dei Canonici. L’insediamento dei Mortariensi a S. Teodoro segna l’inizio della presenza a Genova dei Canonici Regolari di S. Agostino e si inserisce in quella fioritura di comunità che aveva preso il via dalla riforma dell’antico istituto canonicale, voluta dal Sinodo Lateranense del 1059. La vita esemplare dei Canonici, dediti - secondo la Regola di S. Agostino - al culto, allo studio e al ministero pastorale, li aveva resi cari alla popolazione di Genova. In tutti i modi venne favorita l'espansione di questi virtuosi religiosi; difatti, nel corso del secolo XII, i Mortariensi presero possesso di altre otto chiese genovesi, adatte a praticare la vita comune. L'insigne congregazione mortariense rimase a S. Teodoro fino a quando, nel 1458, subentrarono i Canonici Regolari Lateranensi, religiosi che avevano assunto il loro autorevole nome, a seguito della prolungata presenza nella celebre basilica romana del Laterano. Grande prestigio acquisì, sotto la loro guida, la chiesa, che nel 1481 fu insignita da papa Sisto IV del titolo di abbazia. Molte nobili famiglie genovesi intervennero per abbellire l’antico tempio che si arricchì di importanti capolavori artistici, alcuni ancora esistenti. Nel secolo XVI da S. Teodoro la spiritualità canonicale si irradiò in città; divennero dipendenze della comunità di Fassolo alcune chiese di Genova e tre monasteri genovesi delle Canonichesse Lateranensi, che professavano la Regola di S. Agostino e vestivano l'abito bianco canonicale. Non va dimenticato il forte legame che unì ai Lateranensi alcuni laici benemeriti per la loro opera di assistenza umanitaria; in particolare, S. Caterina Fieschi Adorno ( che frequentava la chiesa di S. Teodoro quando nella stagione estiva risiedeva nel suo palazzo di Fassolo) e Ettore Vernazza (fondatore di istituzioni benefiche per l’assistenza degli ammalati incurabili) che ebbe tre figlie Canonichesse Lateranensi; una era la venerabile Battistina, autrice di apprezzate opere di spiritualità. In seguito ai provvedimenti dei governi napoleonici (1798) i Canonici dovettero lasciare S. Teodoro, dove tornarono solo nel 1825, quando le comunità religiose di S. Teodoro e di Coronata unificate entrarono a far parte della nuova Congregazione del SS.mo Salvatore Lateranense. Il 4 ottobre 1870, “tra il generale rimpianto” l’antica chiesa romanica di S. Teodoro venne abbattuta, per ragioni di viabilità cittadina e per l'ampliamento del porto. In sei anni fu eretta una nuova chiesa, quella attuale, che venne solennemente consacrata nel 1876. Il tempio, unico esempio di neo-gotico a Genova, è grandioso; ha tre navate slanciate verso l'alto, tredici cappelle che custodiscono preziose opere d’arte, molte delle quali provenienti dalla chiesa antica. La comunità dei Canonici di S. Teodoro ha continuato sempre ad essere presente e operante nel quartiere, come lo era stata per oltre un millennio nel vecchio borgo di Fassolo. I suoi sacerdoti, noti e amati in tutta la città, si sono sempre distinti per lo zelo in campo pastorale, ma anche perché sono stati punto di riferimento della comunità locale, in tutti i momenti lieti e tristi della vita sociale. La chiesa dei Canonici, posta dirimpetto al porto e alla Lanterna, durante la guerra venne a trovarsi in prima linea per la difesa dei cittadini e dei perseguitati. Anche negli anni seguenti, offrì il suo prezioso contributo nei momenti delle contrapposizioni politiche forti e delle accese lotte sociali, così come nel fenomeno non meno doloroso dell’immigrazione, nelle sue varie fasi, da quella interna tra regioni italiane del Nord e del Sud, a quella più complessa e lacerante degli extra comunitari. Ancora oggi, persone di tutte le estrazioni sociali entrano in chiesa, dai marittimi che fanno scalo nel porto, agli stranieri, agli sbandati di ogni tipo. Tutti cercano accoglienza, attenzione e solidarietà fraterna. L'antico carisma canonicale si avvale di queste qualità, che favoriscono una vera comunione tra consacrati nel sacerdozio e laici battezzati, secondo le indicazioni sagge e delicate della Regola di S. Agostino. |
CELEBRAZIONI IN PARROCCHIA SS. Messe festive, ore: 8.30 - 10 - 18. (Ore 11 in Oratorio). SS. Messe feriali, ore: 9 - 18. Ore 8.30 Liturgia delle Letture. Lodi: 8.45. S. Rosario: 17.20. Vespri: 17.45. Ogni giovedì, ore 9.30 - 10.30: Adorazione Eucaristica e preghiere per le vocazioni. |
CELEBRAZIONI PROPRIE Mese di maggio: Rosario serale nei quartieri e processione conclusiva (mariana ed eucaristica) fino all'elegante Oratorio della Confraternita del Rosario. Solennità di S. Teodoro: festa liturgica il 9 novembre, in coincidenza con la dedicazione della basilica lateranense di S. Giovanni e S. Salvatore, titolare della nostra congregazione. La celebrazione parrocchiale solenne è trasferita nella seconda domenica di novembre, dopo un triduo di preparazione. Festa patronale della Madonna della Guardia: 29 agosto, con solenne Processione Casaccia serale; partecipano molte confraternite liguri che portano i loro grandiosi artistici Crocifissi. I festeggiamenti cominciano otto giorni prima, con celebrazioni religiose e manifestazioni popolari sul sagrato. Le feste si concludono con il pellegrinaggio parrocchiale al Santuario di N. S. della Guardia sul monte Figogna (GE). Epifania: incontro di fraternità con i poveri e pranzo condiviso insieme tra Canonici e tanti amici che abitualmente sono soli ed emarginati. Celebrazioni particolari, durante l'anno, con alcune categorie di persone: ammalati e anziani, persone in difficoltà, tossicodipendenti a conclusione del cammino di ricupero, parenti di vittime decedute per lo scoppio di gallerie o il crollo di edifici. Pellegrinaggio annuale a Lourdes con il gruppo dei volontari parrocchiali che si dedicano all’assistenza dei malati (Oftal che ha sede in parrocchia). La parrocchia vanta il merito di aver introdotto l’iniziativa del convegno annuale dei Catechisti che svolgono il loro servizio pastorale nelle chiese rette dai Canonici Regolari Lateranensi. |







