CORONATA - GENOVA
INFORMAZIONI STORICHE |
Da un millennio la Vergine Incoronata ha scelto di abitare a Coronata. La nostra collina, ricca di orti, vigneti e antiche tradizioni, domina la Valpolcevera, dalle alture fino al mare. Una Madonna venuta dal mare La devozione alla Vergine Incoronata è legata a una storia popolare. Alcuni marinai, sorpresi da una tremenda tempesta, ripararono su una scialuppa di salvataggio, portando con sé una statua della Madonna. I pescatori di Sampierdarena soccorsero i naufraghi e collocarono la statua della Vergine nella loro Chiesa di S. Martino. Il giorno dopo la sacra effigie era scomparsa; fu ritrovata a Cornata su un albero di castagno. Per altre due volte si ripeté lo strano evento. La madonna voleva abitare su questa ventilata collina. Una storia antica e gloriosa Secondo la tradizione, già nell’VIII secolo esisteva a Cornata una cappella dedicata a S. Michele; era una delle tappe dei pellegrini che andavano al Santuario dedicato all’Arcangelo sul Gargano. Risale al 1056 il primo documento che parla di una chiesetta intitolata a S. Maria di Colonnata, nome antico (dal latino colonia) che lega Coronata all’epoca romana. Nel XIII secolo il Santuario di Coronata, uno dei più antichi della Liguria, è già famoso anche fuori della nostra regione. I pellegrini arrivano numerosi, tanto che viene costruito (1347) un ospizio per accoglierli. Lo stesso doge Tommaso di Campofregoso sale quassù (1420) per invocare la protezione della Vergine sulla flotta genovese in partenza per la Corsica. La chiesa è indicata come parrocchiale già in alcuni documenti della fine del 1200; nel 1343 diventa dipendenza della badia cistercense di S. Andrea di Sestri; nel 1485 è data in commenda al cardinale Paolo Campofregoso, arcivescovo di Genova e tre volte doge della Serenissima Repubblica. Il 4 giugno 1486 il Cardinale ligure Giuliano della Rovere (il futuro papa Giulio II) affida la Chiesa ai Canonici Regolari di Sant’Agostino della Congregazione del SS: Salvatore (detti Renani). In pochi anni, questi religiosi edificano un grandioso santuario, che nel 1502 è solennemente consacrato da mons. Domenico Valdettaro, vicario generale dell’arcivescovo di Genova. Il tempio, in stile romanico rinascimentale con influssi del gotico cistercense, aveva un ampio presbiterio, tre navate e dieci cappelle laterali. Per tutto il Cinquecento ed il Seicento si arricchisce di pitture e sculture di notevole pregio artistico. Nel 1720, la chiesa viene trasformata in stile barocco, per volere dell’abate generale dei canonici Renani, il genovese don Giacomo Piccaluga. Dopo i grandi festeggiamenti per la solenne incoronazione (1740) della statua della Vergine, decretata dal pontefice Clemente XII, arrivano giorni bui per il Santuario. Chiesa e canonica subiscono saccheggi e devastazioni, da parte, prima delle truppe austriache (1747), che avevano invaso tutta la Valpolcevera, poi di quelle napoleoniche. I negativi effetti di questi infausti eventi si fanno sentire per tutto l’Ottocento. I canonici, tuttavia, non abbandonarono mai ilo Santuario dove rimasero, come preti secolarizzati anche durante il periodo delle soppressioni degli ordini religiosi. Nel 1825 la canonica renana di Coronata, unificata con quella di S. Teodoro (lateranense), entrò a far parte della nuova Congregazione dei Canonici Regolari del SS. Salvatore Lateranense, che ancora oggi regge Santuario e parrocchia. All’inizio del Novecento, il parroco vescovo don Vincenzo Pisani avvia grandi lavori per riportare la chiesa allo stile originario. Nel 1940, in occasione del 2° centenario dell’incoronazione della statua della Vergine, la Chiesa ritorna al suo antico splendore. Purtroppo nel 1943, un terribile bombardamento aereo colpisce il Santuario. Rimane intatto il campanile (del 1847), si slava la Cappella della Madonna, con la statua della Vergine illesa nella sua nicchia. Resta in piedi anche la luminosa facciata, visibile da tutto il fondovalle. Il Santuario ricostruito in stile L’attuale Santuario, ricostruito in stile su quello originario, fu riconsacrato nel 1955. Sopra il portale principale erano rimaste intatte la lunetta, con un altorilievo marmoreo che rappresenta la Vergine Incoronata Regina e le statue del SS. Salvatore di S. Giovanni Battista e di S. Agostino. Al di sopra dell’architrave, la scritta “O GLORIOSA DOMINA”. L’interno della chiesa, luminoso ed elegante nell’essenzialità della sua architettura, custodisce ancora alcune opere scampate ai bombardamenti. Nella navata destra, all’interno della seconda cappella troviamo una Deposizione di Bernardo Castello; nella quarta cappella l’altare del Crocifisso con altorilievi in marmi bianchi e neri (1536) e la lapide che riproduce la Bolla con cui Pio VII nel 1822 concedeva il giubileo annuale. Nella navata di sinistra, all’interno della prima cappella troviamo due dipinti del Pancalino (1560) raffiguranti S. Pietro e S. Paolo; nella quarta cappella, la Sacra Famiglia di G. Siciolante da Sermoneta (1521-1580 – scuola francescana) – già attribuita a Perin del Vaga -, il sarcofago di mons. Francesco Pallavicini, opera di Guglielmo Della Porta (1549) e un affresco del XVI secolo raffigurante S. Girolamo nel deserto. Nella cappella di S. Michele Arcangelo possiamo notare una pregevole copia del famoso S. Michele di Guido Reni dipinta da Vito De Gerolamo (1957) e due tele raffiguranti S. Raffaele e S. Gabriele di Luisa Corradi Conte (1985). La Cappella di N. S. Incoronata Questo tempietto, fatto erigere nel 1498 da Antonio Spinola fu completamente ristrutturato nell’Ottocento dal parroco don F. M. Frassinetti. La volta a lacunari è decorata da grandi rosoni; pregevoli gli stucchi e i marmi intarsiati delle pareti e dell’altare (1895). Una nicchia marmorea (1894) custodisce la statua della Vergine, che è del XVII secolo, tranne il capo che risale al XV secolo. Sulle pareti laterali, due dipinti di Filippo Alessi (1827) rappresentano uno la visita al Santuario del Doge Tommaso di Campofregoso e l’altro la statua della Vergine portata dagli angeli, da Sampierdarena a Coronata. Ai lati della nicchia, il Paciugo e la Paciuga, i due popolari coniugi miracolati dalla Vergine, in due tele di M. Baschenis (1875); nelle lunette alla base della cupola, gli affreschi di G. B. Semino (1958). L’oratorio di N. S. Assunta Sul piazzale sottostante la Chiesa, troviamo l’oratorio, splendido esempio di barocchetto genovese, custodisce le tele di Gio Raffaele Baradacco, gli affreschi di Giuseppe Calmieri, effigi professionali, suppellettili ed arredi di grande pregio artistico. Il Paciugo e la Paciuga: una storia popolare che ha varcato i confini di Coronata Il Paciugo, un marinaio del quartiere genovese di Pré, di ritorno da un viaggio, viene a conoscenza di certe insinuazioni circa la fedeltà della moglie, che lasciava spesso la sua casa per salire a Coronata ad invocare dalla Madonna il ritorno del marito. Accecato dalla gelosia, l’uomo affoga la moglie in mare, ma il rimorso lo assale. Il Paciugo viene a Coronata per chiedere perdono alla Vergine e, ai piedi dell’altare, trova la Paciuga sana e salva. |
CELEBRAZIONI |
SS. Messe festive: ore 8 e 10 in parrocchia; ore 10 in Villa Immacolata SS. Messe feriali: ore 8 in parrocchia e ore 10 in Villa Immacolata. |
CELEBRAZIONI PROPRIE |
Solennità di N. S. Incoronata: prima domenica di Agosto. Festa titolare dell’Oratorio di N. S. Assunta: 15 Agosto Feste di S. Michele e di N. S. del Rosario: a partire dal 29 Settembre |







