S. MARIA FORISPORTAM
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NOTIZIE STORICHE |
La chiesa Il primo accenno di questa chiesa si ha verso la metà del secolo VIII in un documento riportante la consacrazione da parte del vescovo Paredo il 16 gennaio 764. essa sorgeva fuori delle mura romane (donde il nome Forisportam). Con l’ingrandimento della città e la costruzione della seconda cinta di mura nel XII secolo anche la chiesa venne conglobata nel contesto cittadino. L’attuale cinta risale invece al secolo XVI. La chiesa primitiva subì due importanti trasformazioni: la prima nel secolo X ai tempi dei Longobardi; l’altra, l’attuale, nel secolo XI. Il vano della chiesa è diviso in tre navate da sei colonne, sormontate da capitelli, inframmezzate da due massicci pilastri. Sempre del secolo XI è la costruzione dell’ampia crociera. La facciata è del secolo XII e riprende i motivi dello stile pisano. Nella parte inferiore vi sono tre portali riccamente scolpiti negli architravi, nelle mensole e nelle cornici. Nelle lunette si trovano: una Madonna in trono col Bambino in stile bizantino, attribuita al Beduino (sec. XII); una incoronazione della Vergine (sec. XVII); e una statua di un vescovo, raffigurante S. Ambrogio, di provenienza ignota (sec. XIII). Altre magnifiche sculture, raffiguranti animali, adornano la parte superiore. La torre campanaria, anche essa del secolo XII, fu in parte demolita nel 1619 e ricostruita più bassa. I Canonici Regolari sono presenti a S. Maria Forisportam dal 1488, anno nel quale la chiesa fu loro affidata da parte della Repubblica lucchese. La canonica Affermandosi in Lucca il movimento popolare Per un clero santo che verrà poi chiamato Riforma Gregoriana, sorsero in città numerose canoniche regolari sotto la giurisdizione e l’incoraggiamento di santi vescovi. Una delle quattro canoniche suburbane si affiancò alla chiesa di S. Maria di Forisportam presso la porta di S. Gervasio; le carte antiche ci segnalano già iniziata nell’anno 1022 la vita comune di dodici sacerdoti che vi coabitavano ed avevano il nome di canonici ordinari: essi dipendevano come la chiesa dalla giurisdizione episcopale finché monastero e parrocchia vennero ceduti ai canonici renani nel secolo XVI. È evidente che la collegiata di S. Maria Bianca era formata dal clero locale; scopo di queste canoniche regolari era di preservare il clero dai vizi del tempo per una santità personale che il popolo voleva nei suoi sacerdoti e quindi per una cura animarum più efficace. I canonici vi si mantennero in numero di dodici, finché decadendo scesero a dieci, poi a quattro. All’inizio questi canonici conservavano il diritto di proprietà e ciò significa che essi non avevano come regola di vita che alcuni statuti diocesani che li obbligavano ad una certa vita comunitaria non del tutto perfetta. Nel 1113 viene posto a capo della comunità di Forisportam un priore: secondo gli storici più attendibili, questo fatto è un segno dell’adozione della Regola di S. Agostino e della vita comune perfetta con la completa disapprovazione dei beni. Nel secolo XIV la vita comune cominciò a decadervi ed in epoca successiva il capitolo dei canonici si secolarizzò del tutto, benché sia rimasto come istituzione fino al 1808, anno in cui venne soppresso. Verso la fine del secolo XV, papa Giulio II vi introdusse una comunità di Canonici Regolari della Congregazione del SS.mo Salvatore, detti Renani, provenienti dalla canonica di S. Michele di Tramonte presso Pisa e della stessa famiglia di quelli che erano nella chiesa di S. Agostino di Nicosia presso Calci. Questi Canonici Regolari, dopo aver tentato invano di unirsi alla Congregazione Lateranense, si erano uniti a quella bolognese del SS.mo Salvatore e fin dal 1488 avevano iniziato pratiche per avere la chiesa e la canonica di S. Maria Bianca. Il vescovo cedette loro la chiesa e la cura di anime e nel 1512 papa Giulio II li confermò nel possesso. La parrocchia o pieve vi è unita ad immemorabili: appare da un documento nel 1196 e nello stesso anno papa Celestino III metteva i suoi canonici sotto la protezione apostolica. All’inizio del secolo XIX la canonica di Foris portam, benché in condizioni economiche non floride, contava ben quindici membri. Nel 1808 il governo napoleonico la soppresse e di fatto i religiosi furono espulsi il 25 aprile 1810. i Canonici non vollero disperdersi e continuarono a vivere in comune in una casa presa in affitto nella città. Nel 1816 ripresero in affitto una parte della loro antica canonica per officiare la chiesa ed assistere la vasta parrocchia che allora si estendeva fuori le mura della città; l’anno dopo ricevono cento scudi di premio dal loro Superiore Maggiore per il loro impegno nella vita comune. L’8 aprile 1820 il papa ripristinava la canonica di S. Maria Bianca con una comunità di quattordici canonici e l’anno appresso l’arcivescovo restituiva loro la parrocchia ripetendo varie volte che i canonici l’avevano sempre assistita con somma lode. Due anni dopo i canonici renani si univano alla Congregazione Lateranense. Nel 1866 la comunità venne nuovamente soppressa ed i canonici perdettero la proprietà della casa tranne la parte orientale ove essi rimasero per la cura parrocchiale e per la vita comune fino ad oggi. All’inizio del secolo XX essi si distinsero per l’assistenza spirituale e pastorale alla gioventù e furono in Lucca pionieri dell’Azione Cattolica per l’opera zelante dell’abate Alberto Ghilardi, come lo erano stati precedentemente alla fine del secolo XIX per l’apostolato fra le figlie di Maria, servendosi dello zelo della Beata Elena Guerra. |







